Categorie

Cosa videro quegli occhi!

Cosa videro quegli occhi!
Un libro sugli uomini  e le donne che si fecero e disfecero nella prima guerra mondiale, dal 1913 al 1920. Laboratorio di storia di Rovereto.

Maggiori dettagli

54,00 €

Disponibilità: Questo prodotto non è più disponibile

“Cosa videro quegli occhi?” è una domanda che molti trentini del presente si sono fatti, pensando ai loro nonni travolti dall’uragano della guerra e portati sul fronte orientale, piuttosto che nei luoghi della deportazione dei profughi o lasciati comunque a soffrire nelle vallate attraversate dalla violenza.

Una straordinaria autobiografia sommersa, disordinata e frammentata, che aspettava il tempo giusto e le mani pazienti e pietose di un demiurgo per riemergere e ricomporsi, mostrarsi per quel che è – autorappresentazione di un Corpo che la Storia ha continuamente e profondamente dilacerato e ferito, separato e contrapposto, disperso su territori sterminati, affaticato con esperienze estreme –, facendosi fattore di senso.

Il libro porta in scena, riordinandole, le prove della scomparsa e le tracce degli scomparsi, qui soldati e prigionieri e militarizzati, così com’è stato in precedenza per i profughi. Racchiude al suo interno la vastità della fotografia e della scrittura, e la certezza della permanenza nelle case e nel tempo, una superiore unità narrativa, che è il risultato di una tecnica e di un’arte simili a quelle praticate in quell’estremo oriente in cui molti ex prigionieri trentini si trovano a fine guerra e per molto dopo e che potrebbero averne serbato e riportato in patria il fascino e il segreto, perché se ne facesse uso traslato nel campo della memoria. 

Nella lingua giapponese kin significa oro e tsugi riparazione; e kintsugi è la tecnica/arte di attaccare con l’oro i cocci dei vasi rotti, rendendoli ancora più preziosi di quando erano intatti. Non è di tutti saperlo fare, ma a tutti è dato di goderne.